Venerdì 24 Novembre, il giorno più grottesco della vita di 3 bambini iracheni

28 novembre, 2006

Venerdì 24 novembre per tre bambini è stato il giorno più grottesco della loro vita. Erano arrivati in Italia giorni prima, in quattro, da un paese, l’Iraq, che i politici continuano a definire fuori controllo, per sottoporsi al Sant’ Orsola di Bologna a un’operazione chirurgica. I medici li hanno operati per una malformazione congenita al cuore, salvandone tre da morte certa, il quarto, purtroppo, non c’è la fatta. È un insieme di parole che colpisce, “morte certa”, ma per chi vive in un ambiente come quello irakeno non è nulla di più che abitudine, quanto ci si aspetta. Lì, la morte, ha una certa frequenza, e va parecchio al di là della percezione che ne abbiamo. Una volta operati dunque, l’Italia e gli italiani hanno concluso il loro dovere, tutti moralmente felici di vederli ripartire un venerdì mattina, con la consapevolezza d’aver corretto l’errore commesso dalla natura quando ha deciso di modificare alla nascita il battito del loro piccolo cuore. Così da Bologna, fino a Milano-Linate, poi su un aereo militare e infine ecco dall’alto l’Iraq, sotto i piedi la loro terra, e chissà se quei loro occhi stanchi si sono illuminati riconoscendo il luogo da cui sono venuti al mondo. Quale è stato il loro giorno dopo? Dobbiamo riflettere su tale bizzarria, pensarci bene. Ospitiamo bambini, li strappiamo alla morte per poi riportarli proprio dove essa regna con l’allucinante media dei 100 decessi al giorno. Io li immagino così, salvi dal loro cuore mentre crepano per un’esplosione.

Fonte: Andrea Spartaco in Lamianotizia.com

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One Response to “Venerdì 24 Novembre, il giorno più grottesco della vita di 3 bambini iracheni”

  1. invisibile Says:

    Questo episodio di certo fa molto riflettere sul come noi Occidentali a volte ci sentiamo ambigui benefattori. Penso anche ai bambini ucraini o bielorussi ospitati (per delle vacanze) da famiglie italiane: che senso ha? E’ come mostrare a qualcuno il Paradiso e poi ributtarlo nel Purgatorio, se non anche peggio.


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