Bulgaria: fondamentalismo virtuale

6 marzo, 2007

Tre cittadini bulgari di religione islamica, Ali Hairaddin, Aniola Dimova e Mustafa Redzhep, sono stati arrestati lo scorso 20 febbraio dagli agenti delle forze speciali della polizia bulgara. I tre sono stati accusati (insieme a una quarta persona, Milena Genkova), di diffondere attraverso internet l’ideologia dello wahhabismo e dello jihadismo, con l’obiettivo di sovvertire l’ordine sociale e costituzionale dello stato bulgaro e di creare un nuovo califfato basato sulla Sharia, la legge islamica. Hairaddin, Redzhep e la Dimova fanno parte dell’Unione dei Musulmani di Bulgaria, una Ong creata nel 2006 e diretta proprio da Ali Hairaddin, 51 anni, laureato in teologia islamica ed ex mufti della moschea di Sofia. Due siti internet, www.islam-bg.net e www.islam.qa.com sono stati al tempo stesso soppressi su indicazione delle forze dell’ordine. Gli accusati sono stati poi rilasciati il 22 febbraio dopo aver pagato una cauzione di 1000 leva (500 euro).

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